Il terzo millennio deve essere un nuovo inizio per
tutti. Insieme possiamo trasformare la cultura della
guerra e della violenza in una cultura di pace e nonviolenza.
A questo scopo è necessaria la partecipazione
di ciascuno. Questo può dare ai giovani e alle
future generazioni dei valori che possono ispirarli
a dare forma ad un mondo di dignità ed armonia,
un mondo di giustizia, solidarietà, libertà
e prosperità. La cultura della pace rende possibile
uno sviluppo sostenibile, la tutela dell'ambiente
e la realizzazione personale di ogni essere umano.
Il Manifesto 2000 per la Cultura della Pece e della
Nonviolenza è stato elaborato da un gruppo
di vincitori del Premio Nobel per la pace, che si
sono incontrati a Parigi per il 50° anniversario
della Dichiarazione dei Diritti Umani. Norman Borlaug,
Adolfo Perez Esquivel, Michail Gorbaciov, Mairead
Maguire, Rigoberta Menchu Tum, Shimon Peres, Jose
Ramos Horata, Joseph Rotblat, David Trimble, Desmond
Tutu, Elie Wiesel, Carlos F. Ximenes Belo, Nelson
Mandela e il Dalai Lama sono stati i primi firmatari
del Manifesto 2000.
? Il Manifesto ha l'obiettivo di favorire la consapevolezza
e l'impegno individuale: non è né un
appello, né una petizione indirizzata ai governi
o ad autorità superiori. Il Manifesto 2000
afferma che è responsabilità di ogni
essere umano tradurre nelle esperienze reali della
vita quotidiana i valori, gli atteggiamenti e i modelli
di comportamento che ispirano la cultura della pace.
Chiunque può agire secondo lo spirito della
cultura della pace, nell'ambito della propria famiglia,
del proprio luogo di lavoro, quartiere, città
o regione, divenendo portatore di un messaggio di
tolleranza, solidarietà e dialogo.
Riconoscendo la mia parte di responsabilità
per il futuro dell'umanità, in particolare
per i bambini di oggi e delle future generazioni,
mi impegno nella mia vita quotidiana, in famiglia,
sul lavoro, nella mia comunità, nel mio paese
e nella mia regione a:
1. rispettare
la vita e la dignità di ogni persona, senza
discriminazioni o pregiudizi;
2. praticare
la Nonviolenza attiva, rifiutando la violenza in tutte
le sue forme: fisica, sessuale, psicologica, economica
? e sociale, in particolare nei confronti di chi è
più deprivato e vulnerabile, come i bambini
e gli adolescenti;
3. mettere
a disposizione parte del mio tempo e delle mie risorse
materiali con uno spirito di generosità, per
porre fine all'esclusione, all'ingiustizia e all'oppressione
politica ed economica;
4. difendere
la libertà di espressione e la diversità
culturale, scegliendo sempre il dialogo e l'ascolto
piuttosto che il fanatismo, la diffamazione e il rifiuto
degli altri;
5. promuovere
un comportamento responsabile da parte dei consumatori
e delle pratiche di sviluppo che rispettino tutte
le forme di vita e preservino l'equilibrio naturale
del pianeta;
6. contribuire
allo sviluppo della mia comunità, con la piena
partecipazione delle donne e il rispetto per i principi
della democrazia, con l'obiettivo di creare insieme
nuove forme di solidarietà.