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INTERVENTO SILVANO BUTTIGNON
XI Forum Nazionale SAD
Udine - 5/6 Marzo 2010

Il sostegno a distanza è una delle forme di solidarietà internazionale che in questi anni si è più diffusa nel nostro Paese. Voglio sottolineare che essa si configuri come un efficace strumento per abbattere barriere culturali e geografiche e per avvicinare le nostre Comunità a quella vasta parte dell’umanità che fronteggia situazioni difficili e, in alcuni casi, drammatiche.
Esiste dunque una significativa vicinanza di tale forma di solidarietà internazionale con l'attività di promozione di una nuova cultura di pace che caratterizza l'attività del Coordinamento Regionale Enti Locali per la Pace del Friuli Venezia Giulia.
Il CRELP è un'associazione di Enti Locali del FVG, una quarantina, che si prefigge lo scopo di elaborare e coordinare un organico quadro di iniziative a favore della pace e dei diritti umani, mediante l'elaborazione di progetti inerenti attività culturali, percorsi di educazione diffusa, iniziative organiche di informazione, campagne tematiche, programmi di cooperazione e di solidarietà internazionali, che tendano a fare del nostro territorio regionale, in termini concretamente operativi e non solo predicati, una terra di pace, di solidarietà, di cooperazione, di fattiva collaborazione e convivenza tra i popoli, contro ogni forma di razzismo e di intolleranza.
Spero che questo Forum possa dare un forte contributo per convincere i cittadini della nostra comunità regionale a partecipare al mondo dell’impegno solidale, diventando donatori attivi, convinti e consapevoli e scoprendo così la ricchezza che porta nuovi rapporti di amicizia e sostegno.
E passiamo al ruolo che, in questo ambito, possono rivestire gli Enti Locali e le loro reti.
Province e Comuni, per il loro stretto rapporto con il territorio e per i compiti loro propri, assumono un ruolo fondamentale per la tutela e lo sviluppo del sostegno a distanza nel rapporto tra i cittadini e le diverse realtà attive nel settore. Gli Enti Locali della nostra regione devono maturare la consapevolezza di quanto sia importante il loro ruolo nel far conoscere ed accreditare presso i cittadini le organizzazioni che operano in questo campo, dando un contributo concreto a mettere in contatto offerta e domanda di solidarietà, avvicinando famiglie, scuole, imprese e singoli cittadini al tema della cooperazione internazionale attraverso lo strumento del Sostegno a Distanza. L’azione organica ed integrata degli Enti Locali deve pertanto manifestarsi non soltanto a livello locale ma anche a livello nazionale, aderendo al Coordinamento degli Enti Locali per il Sostegno a Distanza (ELSAD) che riunisce le Province ed i Comuni impegnati a promuovere questa forma di aiuto per bambini, famiglie e comunità in situazioni di povertà e difficoltà. Con l’apporto di tutti, a livello istituzionale e non, acquisirà sempre più forza l’idea di poter sostenere chi ha bisogno e la consapevolezza che il sostegno a distanza non è il meritorio gesto isolato di una persona o di una famiglia, ma una assunzione di responsabilità di un’intera comunità, per offrire una vita più dignitosa e possibilità di autosviluppo a chi ne ha bisogno.
Il mio contributo ai lavori di questo Forum vuole pertanto essere quello di declinare i punti riportati nella Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza, che, ritengo sia un fondamentale, organico e coerente quadro di regole operative per consentire una crescita ordinata del settore, sulle possibilità di azione integrata degli Enti Locali.
Province e Comuni, pertanto, devono porre un fattivo impegno per creare e coordinare, nei territori di pertinenza, una rete di soggetti che, a vario titolo, operano nel settore del Sostegno a Distanza, contestualmente sviluppando efficaci forme di relazione e comunicazione con tutta la Comunità, nella sua interezza.
I principi, pertanto, possono essere così riletti, dal punto di vista degli Enti Locali:
1. PROMUOVERE nei propri territori, con mirate azioni informative e processi di educazione sociale diffusi, il sostegno a distanza quale gesto di libera e solidale condivisione con chi è nel bisogno.
2. SVILUPPARE tutte le iniziative presenti nei propri territori, finalizzate a fornire una efficace informazione ed una rigorosa formazione sui temi della multiculturalità, elaborando, nella logica delle reti, concrete azioni di politica sociale, nell’intento di dare voce a minori, adulti, famiglie e comunità costretti a vivere in situazioni difficili e, contestualmente, avvicinando culture e società diverse, promuovendo l’interscambio e il rispetto reciproco, valorizzando la persona nella sua dignità dentro ogni contesto e cultura.
3. CARATTERIZZARE questo gesto solidale, che richiede una continuità nel tempo, rispetto alle altre forme di solidarietà basate sulla raccolta fondi occasionale o per emergenze. In questo gli Enti Locali dovranno porre in debita evidenza il senso della continuità dell’impegno del sostegno a distanza, che educa, nei fatti, non solo il sostenitore ma l’intera comunità alla consapevolezza dei disagi e della povertà in cui versano milioni di persone: questo processo di educazione sociale saprà garantire le precondizioni per un finanziamento stabile e continuativo dei progetti posti in essere.
4. RENDERE CONSAPEVOLE in primis l'intera Comunità dell’importanza di un aiuto economico costante nel tempo. Questo favorirà la continuità del progetto anche se un singolo sostenitore receda, per qualsivoglia motivo, dall’impegno preso. In questo caso l’Ente Locale, unitamente alle organizzazioni che operano nel settore, andrà a sviluppare un sistema coordinato che consenta di ricercare in tempi brevi chi sostituisca il singolo sostenitore che ha receduto e, nel frattempo, sia in grado di garantire il proseguimento del progetto.
5. METTERE A DISPOSIZIONE presso le proprie sedi gli elenchi delle organizzazioni accreditate che operano, con trasparenza, nel settore. Tali organizzazioni, infatti, acquistano una forte "credibilità sociale" se rendono pubblico bilanci e rendiconti annuali, anche in coerenza con le norme di legge che disciplinano il settore (leggi relative all’Albo regionale del volontariato; disposizioni in merito agli enti del Terzo Settore “non proit “ ONLUS e alle ONG; Carta della Donazione e alle normative proprie per gli enti ecclesiastici, ecc.).
6. COMUNICARE: sviluppare strategie mirate di comunicazione efficace con l’intera Comunità e non solo con i singoli sostenitori. L'Ente Locale è sicuramente il soggetto più vicino al cittadino e può svolgere una funzione di garanzia, certificando e rendendo di pubblico dominio l'importo che viene destinata al beneficiario del sostegno a distanza e la quota trattenuta dal l’organizzazione per le spese di gestione. Una comunicazione efficace e trasparente giova sicuramente ad accrescere la credibilità dell'intero movimento.
7. VALUTARE con accortezza le richieste di aiuto ricevute e ad avviare un progetto solo nei luoghi dove esista l’esplicito consenso della comunità interessata: consenso che si può formalizzare attraverso le più opportune forme di gemellaggio, secondo i criteri della reciprocità, tra gli Enti Locali e i rappresentanti delle comunità interessate dell’azione.
8. AGIRE in coerenza con la filosofia portante della cooperazione decentrata, che prevede che il sostegno a distanza, come tutte le forme di cooperazione, sia strumento di promozione all’autosviluppo del beneficiario, della sua famiglia laddove esista e, soprattutto, della sua comunità. Per evitare che questo aiuto economico diventi una forma di assistenzialismo, nei paesi in cui interverranno, gli Enti Locali e le organizzazioni coinvolgeranno preliminarmente le comunità nella realizzazione e nella gestione dei progetti con un accompagnamento stabile alle persone, complementare e non sostitutivo.
9. VERIFICARE con attenzione l'affidabilità ed il lavoro dei partner locali. Anche in questo caso, gli Enti Locali possono svolgere una forte funzione di verifica della qualità dell'operato dei partner locali, mediante la messa in rete dei progetti secondo le più opportune forme di parternariato con i corrispettivi Enti Locali che amministrano le comunità interessate, in ciò potendo reciprocamente svolgere un ruolo di garanzia circa il buon esito del progetto anche in caso di inadempienze. Gli Enti Locali e le organizzazioni devono rendere trasparente la lista dei partner locali alle proprie comunità ed ai sostenitori, elaborando peraltro opportune metodiche di valutazione sull'affidabilità e l'efficienza dei referenti dell’intera filiera e dei propri collaboratori impegnati nell'attuazione degli interventi di sostegno.
10. CONFRONTARSI con le altre organizzazioni che operano con le stesse finalità nel perseguimento degli obiettivi di solidarietà e pace, rispettandone le diversità. Gli Enti Locali e le organizzazioni devono, nella logica delle reti, sviluppare le più opportune forme di collaborazione tra loro e, congiuntamente, con eventuali altri Enti Locali ed organizzazioni che operano nelle medesime aree geografiche e negli stessi settori d’intervento.
11 . RISPETTARE la Carta dei Principi per il sostegno a distanza e renderla di pubblico dominio nelle proprie comunità. Gli Enti Locali e le organizzazioni valuteranno l’opportunità di accettare la collaborazione e i finanziamenti di enti e istituzioni pubblici o privati secondo i principi richiamati in questa Carta.
Concludo, evidenziando come il CRELP possa svolgere, tra tutti gli Enti Locali del FVG, un ruolo di promozione dei valori espressi dal Forum permanente per il Sostegno a Distanza, lanciando anche, in modi e termini che si andranno a convenire nelle opportune sedi, una campagna organica per l'adesione di Province e Comuni del Friuli Venezia Giulia al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per il Sostegno a Distanza.

Silvano Buttignon
Presidente CRELP-FVG

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