“Ma che quadro! La verità supera ogni descrizione. Da lungo tempo ero preparata, ma una rovina così era inimmaginabile. (…) Filo spinato, reticolati, pezzi di mobili, mucchi di macerie, sassi, sbarrano la strada verso il centro della città. Fuori del rione delle Ville silenzio di morte, nulla si muove. Unico movimento, unico segno di vita: i ratti. A dozzine corrono per le strade, fuori delle case, tra i piedi. Il nome di “città dei ratti” torna bene per Gorizia, città che prima era chiamata la città delle rose essendo ornata da bellissimi giardini. Rifiorirà ancora?”

Con queste parole, una giovane crocerossina goriziana descrive la sua città dopo la guerra. Le sue straordinarie immagini riassumono la drammatica realtà e lo stato d’animo della gente che, dopo la tanto agognata fine della prima guerra mondiale, fa rientro in quel che resta delle proprie case e dei propri paesi.

Dopo quattro anni di attenzione alle tragiche vicende della prima guerra mondiale, il progetto “La guerra dopo la guerra” nasce dal desiderio di offrire ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze del Friuli Venezia Giulia la possibilità di riscoprire gli accadimenti degli anni in cui la gioia per la fine della guerra si mescolava alle distruzioni, alla miseria, alle malattie, ai ricordi dell’orrore e di tante persone care che non avrebbero mai più fatto ritorno.

Il titolo del progetto “La guerra dopo la guerra” sintetizza quella drammatica realtà: alla firma dell’armistizio e all’avvio della Conferenza della pace di Versailles non è seguito l’avvento di “un’era nuova per l’umanità” che molti avevano sperato ma l’inizio di una nuova, lunga e amara stagione di sofferenze, tensioni e violenze. La Grande Guerra aveva inaugurato il secolo più sanguinoso della storia umana. E il primo dopoguerra finisce per essere solo la “continuazione della guerra con altri mezzi”. La difficoltà, e spesso l’impossibilità, di scrivere la parola “fine” sui libri di guerra e sui campi di battaglia è di cento anni fa come dei nostri giorni, dove si ritrovano ancora vivide le tracce di “un passato che non passa”, di “una guerra che non è mai davvero finita”.

Il progetto “La guerra dopo la guerra” è basato sulla collaborazione tra 10 partner: il Crelp; sette Istituti Scolastici: IC Udine II, IC Gorizia 1, IC “Livio Verni” Fogliano Redipuglia (GO), IC di Cividale del Friuli (UD), IC di Faedis (UD), IC di Tarcento (UD), IC di Tavagnacco (UD); il Comune di Sagrado (GO) e il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani (CNELPDU).

Al centro di questo rapporto di partenariato ci sono sette scuole della provincia di Gorizia e di Udine che raccolgono oltre 5000 alunni/studenti e quasi 500 insegnanti.

Alla sua elaborazione hanno concorso tutti i partner. Preziose indicazioni sono emerse dalla valutazione dei principali percorsi didattici dedicati al centenario della prima guerra mondiale che sono stati realizzati dal Crelp tra il 2014 e il 2018 nell’ambito del programma “Dalla Grande Guerra alla Grande Pace” e del collegato Protocollo d’Intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Ufficio Scolastico Regionale.