“Please Stop the War!” è l’appello di Kinan Masalmeh, un bambino siriano di 13 anni in fuga dalla guerra. E’ un appello semplice, diretto, raccolto da un giornalista di Al Jazeera il 2 settembre 2015, a Budapest, mentre la polizia ungherese tentava di bloccare un gruppo di profughi.

“Vi prego aiutate i siriani” dice Kinan parlando in inglese. “I siriani hanno bisogno di aiuto adesso! Fermate solo la guerra… Se fermate la guerra noi non veniamo in Europa… Per favore basta che fermate la guerra… solo quello…”

Questo bambino siriano ha spiegato in poche parole quello che molti non vogliono capire. I rifugiati vorrebbero tornare alle proprie case anziché venire in Europa. Dunque, se vogliamo risolvere la crisi dei rifugiati dobbiamo andare alla radice del problema e fermare la guerra.

Eppure la guerra in Siria continua incessante da più di cinque anni senza lasciar intravvedere il giorno della sua fine. Un dramma simile a tutte le altre guerre che si stanno moltiplicando nel mondo.

Ma chi può fermare una guerra? Come si deve fare? Chi deve intervenire? Con quali strumenti?

Ci troviamo davanti ad un problema difficile ma ineludibile. Un problema che molti responsabili della politica internazionale tendono a rimuovere o a scaricare su altri alimentando la disperazione delle vittime e le sue tragiche conseguenze.

Il progetto “Please Stop the War!” offre agli studenti l’opportunità di affrontare questo problema e contribuire alla ricerca delle necessarie soluzioni.

 

Il progetto “Please Stop the War!” si propone di:

  1. educare gli studenti alla cittadinanza glocale (locale, nazionale, europea, mondiale) e alla pace e fornire loro alcune delle competenze sociali e civiche necessarie per affrontare responsabilmente le grandi sfide del 21° secolo;
  2. promuovere la conoscenza delle guerre e dei conflitti del nostro tempo (l’era della globalizzazione e dell’interdipendenza) con particolare attenzione al Mediterraneo, al Medio Oriente e all’Africa e ai conseguenti processi migratori;
  3. elaborare e sperimentare nuovi itinerari didattici per l’educazione alla cittadinanza che promuovano il protagonismo degli studenti, la collaborazione tra le scuole e gli Enti Locali, l’educazione all’uso critico dei media e dei new media sia come elementi chiave di ambienti di apprendimento che come strumenti di comunicazione per la costruzione di prodotti finali legati a compiti autentici di informazione/formazione della comunità di appartenenza.

 

Il progetto ha un carattere sperimentale e viene realizzato per la prima volta in Friuli Venezia Giulia.

Il progetto “Please Stop the War!” è basato sull’idea che la scuola debba essere non solo un luogo di formazione ma un centro di ricerca e un laboratorio culturale connesso al presente.

 

Il progetto “Please Stop the War!” offre agli studenti la possibilità di:

– imparare a:

  • affrontare problemi difficili e complessi;
  • prendere la parola;
  • dibattere;
  • comunicare;

– sentirsi in prima persona al centro dei processi di formazione e apprendimento;

– fare un esercizio di responsabilità;

– sviluppare capacità e consapevolezza critica;

– sottoporre a visione critica concezioni della realtà stereotipate e pregiudiziali;

– imparare ad utilizzare i new media e sviluppare la propria dimensione di nativi digitali nella costruzione di competenze di cittadinanza;

– conoscere le principali dinamiche della società contemporanea;

– sentirsi protagonisti della propria esistenza e della comunità in cui vivono;

– sentire la costruzione e la difesa della pace e dei diritti umani come compito di ogni persona;

– assumere comportamenti coerenti in ordine alla vita socio-culturale della propria realtà glocale (scuola, territorio locale, comunità nazionale ed europea, dimensione globale) al fine di promuovere cittadinanza responsabile, coesione sociale, impegno solidale nonviolento;

– conoscere e assumere modalità nonviolente di gestione dei conflitti.

 

Le attività previste sono:

  1. Corso di formazione degli insegnanti. Il Corso include: il confronto sugli obiettivi del progetto; la presentazione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo; la presentazione e il confronto sulle attività didattiche previste dal progetto con particolare attenzione al ruolo degli studenti e alle tecniche collegate; l’approfondimento del rapporto Scuola-Enti Locali.
  2. Seminario di formazione degli studenti: “Conoscere le guerre dei nostri giorni”. Il Seminario include: la verifica delle conoscenze/opinioni degli studenti; la presentazione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo; la presentazione delle principali dinamiche della guerra moderna e il confronto con la prima guerra mondiale.
  3. “Studiamo il problema” Laboratorio in classe (I parte). Il laboratorio include le seguenti fasi: 1) scegliere il conflitto da studiare. 2) Ricercare e studiare le informazioni. 3) Analizzare il conflitto e costruire una mappa concettuale. 4) Preparare una presentazione del conflitto.
  4. “Cerchiamo insieme la soluzione” Laboratorio in classe (II parte): Il laboratorio prevede le seguenti fasi: suddivisione in gruppi; confronto sul problema e le possibili soluzioni; identificare le tesi e le proposte emerse; svolgere un dibattito tra i diversi gruppi; identificare le proposte da promuovere.
  5. “Parliamone con gli altri.” Organizziamo un dibattito/conferenza/incontro pubblico di presentazione delle proposte elaborate a scuola con il coinvolgimento delle famiglie, delle associazioni e istituzioni locali e della cittadinanza.