Programma "Dalla Grande Guerra alla Grande Pace" (2014-2018). Progetto di educazione alla cittadinanza democratica. Anno scolastico 2015-16
IntroduzioneNon è bello pensare alla guerra ma siamo costretti a farlo sempre più spesso. La guerra è spaventosa e preferiamo occuparci d’altro. Anche perché siamo già impegnanti a combattere le nostre piccole/grandi guerre quotidiane e per quelle degli altri non ci resta molto tempo.

Eppure le guerre non ci danno pace, ci perseguitano. Dilagano, si moltiplicano, si complicano e ci vengono a cercare con il loro carico di orrore e angosce. Sono le guerre dell’era della globalizzazione e dell’interdipendenza. Non conoscono i confini e non li rispettano. Ci piaccia o meno, presto o tardi, in un modo o in un altro finiscono per irrompere nella nostra vita.

Eppure continuiamo a fingere di non vedere e di non sapere. E quando Papa Francesco parla di “un mondo in guerra”, di “una vera e propria terza guerra mondiale combattuta a pezzi” ci piace pensare che stia esagerando.

Eppure basterebbe prendere coscienza del posto in cui viviamo, di quello che sta succedendo ai nostri confini meridionali e orientali, per capire che la guerra è alle nostre porte (o forse è già entrata nelle nostre case) e che dobbiamo imparare a fare i conti con questa drammatica realtà se non vogliamo esserne travolti.

Ecco perché “l’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo” deve entrare in tutte le nostre scuole. Perché abbiamo bisogno di aiutare i nostri giovani e giovanissimi a leggere la realtà, a capire cosa sta succedendo e riconoscere il proprio spazio nel mondo.

Questo “Atlante” è un ottimo strumento didattico per iniziare o approfondire un percorso di formazione alla cittadinanza che consenta ai nostri giovani e giovanissimi di acquisire le competenze sociali e civiche necessarie per affrontare responsabilmente le sempre nuove sfide del nostro tempo.

Il primo merito di questo “Atlante” è che consente di dare uno sguardo d’insieme a un mondo che spesso ci viene proposto in modo parziale e frammentato. Ricomporre ciò che è frantumato aiuta a vincere la paura della complessità e ne facilita la comprensione.

Nell’era dell’interdipendenza, le guerre, ancor più che in passato, tendono a intrecciarsi e globalizzarsi. L’Atlante ci consente di dare un po’ di ordine a un mondo disordinato e di intraprendere un viaggio di orientamento lungo i due concetti cardine dello spazio e del tempo. Tutti i conflitti sono localizzati in uno spazio geografico e hanno una “storia” che gli autori dell’Atlante ricostruiscono andando alle radici del problema.

L’Atlante è utile per insegnare la geografia universale a scuola. Ma non solo. In questo “Atlante” i paesi, i continenti, le città, i fiumi, le montagne, le risorse naturali s’intrecciano con la storia, i popoli, le culture, la politica, le religioni, i diritti in una chiara prospettiva di educazione civile. Così è possibile sviluppare un lavoro interdisciplinare estremamente innovativo e stimolare un percorso di apprendimento integrato.

“L’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo” incrocia le commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale: una grande occasione per trasformare una lezione di storia in un laboratorio di cittadinanza.

Quella che noi ricordiamo come la “Grande Guerra” è stata solo la prima di una lunga e impressionante serie di guerre che sono diventate sempre più grandi e devastanti. Nella prima guerra mondiale affondano inoltre le radici di molti dei problemi e delle crisi del nostro tempo. Dunque, rivangare quella tragedia del passato ha senso soprattutto se aiuta i nostri giovani a fare i conti con il tempo presente e con la necessità impellente di immaginare un futuro diverso da quello che oggi può apparire inevitabile.

La ricostruzione degli accadimenti di cento anni fa può essere messa a confronto con la realtà dei nostri giorni sviluppando studi, ricerche e dibattiti che possono ruotare attorno a temi e discipline molto diverse: dalla storia (100 anni di guerre), alla geografia (i luoghi delle guerre di ieri e di oggi), dalla letteratura e dalla poesia alla matematica (i numeri delle guerre, delle armi, delle vittime), dalle scienze alla tecnologia, all’economia, dalla filosofia alla religione fino alla musica.

Naturalmente il discorso sulla guerra porta con sé il discorso sulla pace e la necessità di far crescere nelle nuove generazioni (che non hanno mai visto in faccia la guerra) la capacità di immaginarla, di desiderarla, di difenderla e di costruirla laddove non c’è ancora.

Il progetto “Un Atlante per la pace” si propone di:

1. educare gli studenti alla cittadinanza plurale (locale, nazionale, europea, mondiale) e alla pace e fornire loro alcune delle competenze sociali e civiche necessarie per affrontare responsabilmente le grandi sfide del nostro tempo;

2. promuovere la conoscenza delle guerre e dei conflitti del nostro tempo (l’era della globalizzazione e dell’interdipendenza) con particolare attenzione al Mediterraneo, al Medio Oriente e all’Africa e ai conseguenti processi migratori;

3. elaborare e sperimentare nuovi itinerari didattici per l’educazione alla cittadinanza che promuovano il protagonismo degli studenti, la collaborazione tra le scuole e gli Enti Locali, l’educazione all’uso critico dei media e dei new media sia come elementi chiave di ambienti di apprendimento che come strumenti di comunicazione per la costruzione di prodotti finali legati a compiti autentici di informazione/formazione della comunità di appartenenza.

Il progetto ha un carattere sperimentale e viene realizzato per la prima volta in Friuli Venezia Giulia.

II progetto è realizzato unitamente da:

1. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato al lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università
2. Coordinamento Regionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani del Friuli Venezia Giulia
3. Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
4. Rete Nazionale delle Scuole di Pace
5. Istituto Comprensivo di Aviano (PN)
6. Istituto Comprensivo “D. M. Turoldo”di Montereale Valcellina (PN)
7. Istituto Comprensivo di Basiliano e Sedegliano (UD)
8. Istituto Comprensivo di Faedis (UD)
9. Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Trieste
10. ISIS “Arturo Malignani”di Udine
11. ISIS “Bonaldo Stringher”di Udine
12. ISIS “Giosuè Carducci-Dante Alighieri”di Trieste
13. ISIS “R. D’Aronco” di Gemona del Friuli (UD)
14. ISIS “Brignoli Einaudi Marconi”di Gradisca d’Isonzo – Staranzano (GO)
15. Comune di Udine
16. Comune di Aviano
17. Comune di Faedis
18. Comune di Mereto di Tomba
19. Comune di Trieste
20. Associazione 46° Parallelo (Trento)
21. Centro di Accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano (UD)
22. Articolo 21
23. Tavola della pace

Il Progetto è stato ammesso al finanziamento dei “Progetti speciali” (anno scolastico 2015/2016) dell’Assessorato al lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Il progetto, la scuola e il territorio

Studenti: le fasi e le metodologie adottate pongono lo studente al centro del processo di apprendimento e fondano il suo diretto e attivo impegno non solo in ordine ai processi formativi interni alla scuola ma ne chiedono un loro diretto utilizzo in ordine alla comunicazione pubblica e all’intervento nella/sulla comunità di appartenenza favorendo coesione e dialogo sociale oltre che impegno solidale.

Insegnanti: il percorso di formazione permette ai docenti di acquisire conoscenze significative (e in genere limitate) sui temi delle guerre e dei conflitti nel mondo a partire da quelli che, direttamente o indirettamente, coinvolgono il nostro paese (anche in relazione al dramma delle migrazioni). Le fasi del percorso favoriscono processi di apprendimento centrati sullo studente in cui il docente sperimenta e utilizza il proprio ruolo di coach consapevole.

Istituzione scolastica in quanto tale: sperimenta modalità innovative di interazione con gli enti locali, la società e il mondo della comunicazione e rafforza il suo contributo alla costruzione della cultura della pace.

Enti e Amministratori locali: sperimentano modalità innovative di interazione con le istituzioni scolastiche, favoriscono il protagonismo giovanile e promuovono la diffusione della cultura della pace nel proprio territorio.

Cittadinanza: è implicata (a partire dalle famiglie degli studenti) come soggetto cui il lavoro degli studenti, della scuola e delle amministrazioni locali si rivolge per favorire conoscenza, informazione, partecipazione e impegno solidale.

Il programma delle attività

MODULO 01 – Corso di formazione introduttivo (per docenti e amministratori locali)
1. Presentazione e messa a punto del progetto
2. Presentazione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo
3. Dimensione didattica (elaborazione condivisa della dimensione didattica del progetto, dall’organizzazione dei laboratori di classe e alla definizione dei questionari, dall’uso dell’Atlante delle guerre all’educazione alla cittadinanza e alla pace)
4. Scuola ed Enti Locali: un’alleanza territoriale per una comunità educante alla pace e ai diritti umani

MODULO 02 – Laboratorio in classe
Ogni classe realizza un laboratorio a partire da un questionario elaborato in modo condiviso con i docenti (scuola primaria, secondaria I grado, secondaria II grado). Il laboratorio si snoda nelle seguenti fasi:
1. esplorare (conoscere i dati, confrontarsi con la realtà)
2. ideare (fare una mappa delle idee, discutere i punti interrogativi, condividere le questioni aperte)
3. sviluppare (confronto con un esperto che lavora con gli studenti)
4. comunicare (predisporre una comunicazione pubblica con cui presentare in maniera analitica l’argomento affrontato nel corso del progetto).

Ogni classe sceglie un tema o un conflitto da approfondire nei laboratori di classe:
• Le guerre alle porte di casa (Medio Oriente e Mediterraneo)
• Le nostre guerre (le guerre in cui è coinvolto il nostro paese)
• Le guerre dimenticate (le guerre ignorate dai media)

All’interno dei diversi temi suggeriti sono possibili diverse declinazioni, soprattutto in riferimento alle scuole primarie (ad esempio partendo da alcune tematiche specifiche: le parole delle guerre, i bambini nelle guerre, i bambini soldato, ecc…).

MODULO 03 – Supporto alla realizzazione del prodotto finale
Ogni classe/laboratorio decide che tipo di prodotto finale realizzare (video, presentazione Ppt, pubblicazione in ePub, uno spot, un articolo, una rappresentazione teatrale,…).
Le informazioni raccolte e studiate diventano messaggio, comunicazione pubblica, condivisione con la comunità di appartenenza (scuola e territorio).
Il progetto prevede l’eventuale supporto tecnico in fase di progettazione o realizzazione del prodotto.

MODULO 04 – Condivisione dei prodotti finali
Momento conclusivo/meeting aperto alla cittadinanza con la partecipazione di tutte le scuole del progetto condividendo i prodotti finali realizzati. A conclusione del programma gli studenti compileranno un secondo questionario.

Le attività realizzate saranno documentate mediante:

a) la registrazione audio/video del Corso di formazione;
b) la raccolta e l’analisi dei due questionari (in entrata e in uscita);
c) la raccolta dei prodotti finali dei laboratori;
d) la registrazione audio/video del meeting conclusivo del progetto;
e) la redazione di una relazione finale.

I risultati e le buone pratiche realizzate saranno diffuse sul territorio regionale e nazionale a scuole, cittadini, Enti Locali e media mediante:

a) la realizzazione di un meeting a conclusione del progetto;
b) la presentazione dei prodotti finali realizzati da ciascuna scuola nel proprio territorio;
c) la realizzazione di un incontro di valutazione del progetto;
d) la diffusione alle scuole e ai Comuni degli itinerari didattici (revisionati nella fase di valutazione finale) realizzati nell’ambito del progetto di educazione alla cittadinanza democratica e alla pace;
e) la pubblicazione sui siti www.lamiascuolaperlapace.itwww.cittaperlapace.it www.perlapace.it con repository delle buone pratiche.